Monthly Archives: May 2015



Circo Massimo, ritrovati resti del grande arco realizzato in onore dell’Imperatore Tito

Scavo 1Roma, 28 maggio 2015

I resti del grande arco realizzato in onore dell’Imperatore Tito. E’ lo straordinario ritrovamento, da parte degli archeologi della Sovrintendenza capitolina, rinvenuto al Circo Massimo. Durante i lavori di scavo, restauro e valorizzazione dell’emiciclo del Circo sono stati ritrovati alcuni grandi frammenti architettonici in marmo lunense pertinenti alla zona dell’attico e alla trabeazione dell’Arco.

Le indagini, ancora in corso, sono risultate molto complesse poiché lo scavo è realizzato al di sotto della falda di acqua che ricopre gran parte delle strutture archeologiche. E’ stato riscoperto il pavimento antico in lastre di travertino e sono stati messi in luce tre  plinti  frontali  e parte del plinto della quarta colonna.

Il potente strato di riporto che copriva parte delle strutture antiche ha permesso anche la conservazione di alcune strutture murarie tardoantiche o altomedievali di particolare importanza, attualmente  in fase di studio.

In attesa delle nuove risorse necessarie per l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua,  per la ricostruzione con la tecnica dell’anastilosi dell’arco, nonché per evitare rischi di danneggiamento, tra pochi giorni l’area del ritrovamento sarà reinterrata.

L’ ampiezza dell’arco  è stata calcolata in circa 17 metri,  per una profondità di circa 15, mentre  le colonne  dovevano sviluppare un’altezza di oltre 10 metri. Un monumento che, nel complesso più piccolo  di quello di Settimio Severo (sulla Sacra via), doveva impressionare non poco,  per magnificenza e ricchezza di decorazioni, i visitatori che entravano in Roma dalla Via Appia attraverso la vicina  Porta Capena.

Scavo 630E’ attualmente in fase di realizzazione, in collaborazione con il Dipartimento Architettura dell’Università di Roma Tre, la ricostruzione virtuale del monumento.

Dedicato a Tito nell’anno della sua morte, nell’81, per celebrare la  sua vittoria sui Giudei e la distruzione di Gerusalemme, l’Arco era posto al centro dell’emiciclo del Circo Massimo.
Il monumento era a tre fornici intercomunicanti, con una  platea ed una scalinata sulla fronte verso il circo, mentre si collegava con due gradini con il piano di calpestio esterno all’edificio.  La fronte era  caratterizzata da 4 colonne libere  e 4 lesene retrostanti aderenti ai piloni. Era sormontato, sull’attico, da una grandiosa quadriga bronzea. L’arco assumeva un ruolo  particolarmente  importante nel corso delle processioni trionfali che celebravano le vittorie dei generali o degli imperatori. Il lungo corteo trionfale, dopo aver sfilato lungo il Circo Massimo e avere raccolto l’ovazione della folla, passava al di sotto dell’arco e  proseguiva il suo cammino diretto al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio.

Si conservano alcune  raffigurazioni antiche di questo monumento, noto soprattutto nella pianta raffigurata sulla Forma Urbis oltre che  su varie rappresentazioni datate dal II al IV secolo d.C.

Alla fine dell’VIII secolo l’arco doveva essere ancora in piedi, poiché l’Anonimo di Einsiedeln  trascrisse l’iscrizione posta sull’attico.

Successivamente, nel corso del XII secolo,  il fornice centrale viene occupato, a un livello più alto,  dal canale dell’Acqua Mariana, un acquedotto medievale fatto costruire da Callisto II nel 1122, e  poco oltre si costruisce la torre cosiddetta “della Moletta”. Il canale della Mariana (o “Marrana”) è ancora chiaramente visibile al centro dell’area dell’arco, con il suo il fondo costruito con scaglie di basalto e di marmi antichi.

Gli scavi eseguiti nel 1930 demolirono le strutture e i caseggiati che nel tempo si erano  sovrapposti  a  quanto rimaneva della parte centrale dell’emiciclo, riportando alla luce numerosi elementi architettonici riutilizzati anche in epoca medievale.



Circo Massimo, ritrovati resti del grande arco realizzato in onore dell’Imperatore Tito

Scavo 1Roma, 28 maggio 2015

I resti del grande arco realizzato in onore dell’Imperatore Tito. E’ lo straordinario ritrovamento, da parte degli archeologi della Sovrintendenza capitolina, rinvenuto al Circo Massimo. Durante i lavori di scavo, restauro e valorizzazione dell’emiciclo del Circo sono stati ritrovati alcuni grandi frammenti architettonici in marmo lunense pertinenti alla zona dell’attico e alla trabeazione dell’Arco.

Le indagini, ancora in corso, sono risultate molto complesse poiché lo scavo è realizzato al di sotto della falda di acqua che ricopre gran parte delle strutture archeologiche. E’ stato riscoperto il pavimento antico in lastre di travertino e sono stati messi in luce tre  plinti  frontali  e parte del plinto della quarta colonna.

Il potente strato di riporto che copriva parte delle strutture antiche ha permesso anche la conservazione di alcune strutture murarie tardoantiche o altomedievali di particolare importanza, attualmente  in fase di studio.

In attesa delle nuove risorse necessarie per l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua,  per la ricostruzione con la tecnica dell’anastilosi dell’arco, nonché per evitare rischi di danneggiamento, tra pochi giorni l’area del ritrovamento sarà reinterrata.

L’ ampiezza dell’arco  è stata calcolata in circa 17 metri,  per una profondità di circa 15, mentre  le colonne  dovevano sviluppare un’altezza di oltre 10 metri. Un monumento che, nel complesso più piccolo  di quello di Settimio Severo (sulla Sacra via), doveva impressionare non poco,  per magnificenza e ricchezza di decorazioni, i visitatori che entravano in Roma dalla Via Appia attraverso la vicina  Porta Capena.

Scavo 630E’ attualmente in fase di realizzazione, in collaborazione con il Dipartimento Architettura dell’Università di Roma Tre, la ricostruzione virtuale del monumento.

Dedicato a Tito nell’anno della sua morte, nell’81, per celebrare la  sua vittoria sui Giudei e la distruzione di Gerusalemme, l’Arco era posto al centro dell’emiciclo del Circo Massimo.
Il monumento era a tre fornici intercomunicanti, con una  platea ed una scalinata sulla fronte verso il circo, mentre si collegava con due gradini con il piano di calpestio esterno all’edificio.  La fronte era  caratterizzata da 4 colonne libere  e 4 lesene retrostanti aderenti ai piloni. Era sormontato, sull’attico, da una grandiosa quadriga bronzea. L’arco assumeva un ruolo  particolarmente  importante nel corso delle processioni trionfali che celebravano le vittorie dei generali o degli imperatori. Il lungo corteo trionfale, dopo aver sfilato lungo il Circo Massimo e avere raccolto l’ovazione della folla, passava al di sotto dell’arco e  proseguiva il suo cammino diretto al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio.

Si conservano alcune  raffigurazioni antiche di questo monumento, noto soprattutto nella pianta raffigurata sulla Forma Urbis oltre che  su varie rappresentazioni datate dal II al IV secolo d.C.

Alla fine dell’VIII secolo l’arco doveva essere ancora in piedi, poiché l’Anonimo di Einsiedeln  trascrisse l’iscrizione posta sull’attico.

Successivamente, nel corso del XII secolo,  il fornice centrale viene occupato, a un livello più alto,  dal canale dell’Acqua Mariana, un acquedotto medievale fatto costruire da Callisto II nel 1122, e  poco oltre si costruisce la torre cosiddetta “della Moletta”. Il canale della Mariana (o “Marrana”) è ancora chiaramente visibile al centro dell’area dell’arco, con il suo il fondo costruito con scaglie di basalto e di marmi antichi.

Gli scavi eseguiti nel 1930 demolirono le strutture e i caseggiati che nel tempo si erano  sovrapposti  a  quanto rimaneva della parte centrale dell’emiciclo, riportando alla luce numerosi elementi architettonici riutilizzati anche in epoca medievale.



Parentopoli Ama, Panzironi condannato a 5 anni

Franco Panzironi, già arrestato per la vicenda Mafia Capitale ed ex ad di AMA, è stato condannato dal Tribunale di Roma a 5 anni e tre mesi di reclusione in relazione alla cosiddetta Parentopoli nell’Azienda Municipalizzata Ambiente (AMA) del Comune di Roma.

Panzironi, condannato per abuso e falso, era implicato nel processo che si riferisce a 841 assunzioni ritenute non regolari avvenute nella municipalizzata dei rifiuti tra il 2008 e il 2009. Secondo l’accusa 800 assunzioni furono ‘curate’ in assenza di gara da Consel Consorzio Elis, società incaricata di compiere le preselezioni del personale da assumere, ma che, per la procura, oltre a non avere la struttura né la preparazione per il compito affidato, era anche priva di autorizzazione prevista dalla legge Biagi.

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Parentopoli Ama, Panzironi condannato a 5 anni pubblicato su 06blog.it 27 maggio 2015 14:36.



Romaeuropa Festival festeggia 30 anni

romaeuropa_630Teatro, danza, circo contemporaneo, arte e tecnologia, e soprattutto la musica attraverseranno i 50 appuntamenti del Romaeuropa Festival n. 30, RiCreazione, che festeggia i 30 anni con un programma sempre più ricco di incontri dal 23 settembre all’8 dicembre in 14 diversi spazi di Roma.

Una ricorrenza importante per un festival che negli anni ha raccontato le trasformazioni del mondo contemporaneo con una programmazione che ha privilegiato l’innovazione e il cambiamento, la capacità di leggere la tradizione in modo creativo, senza mai rinunciare al dialogo, alla curiosità, alla ricerca divenendo una vetrina d’eccellenza sulla scena internazionale.

Tra i moltissimi appuntamenti di questa edizione spiccano 20 creazioni in prima italiana con artisti provenienti da 21 paesi.

Robert Lepage aprirà Romaeuropa 2015 al Teatro Argentina con 887 , una potente macchina teatrale che vedrà in scena lo stesso regista; seguiranno altri protagonisti che hanno segnato tappe importanti nella storia del Festival come la coreografa franco-spagnola Maguy Marin, ospite del primo Romaeuropa nel 1986 e oggi in scena con May-B; Jan Fabre e 27 performer di Troubleyn nella loro sfida più temeraria -24 ore- al tempo e al teatro stesso (Mount Olympus. To glorify the cult of tragedy); Anne Teresa De Keersmaeker, la coreografa canadese Marie Chouinard, il belga Fabrizio Cassol con undici musicisti da Egitto, Siria, Turchia, Francia, Belgio, Stati Uniti (AlefBA) e il debutto del coreografo britannico Russell Maliphant.

Non potevano mancare altri grandi amici del Festival come Akram Khan (Kaash, con musica di Nitin Sawhney e scene di Anish Kapoor), all’Auditorium Conciliazione, Emma Dante, al Teatro Vittoria nell’intervista impossibile Io, nessuno e Polifemo e con Operetta burlesca; Romeo Castellucci, con i frammenti dal Giulio Cesare riallestiti per le Terme di Diocleziano, e insieme a Valérie Dréville in Schwanengesang da Schubert, al Teatro India.
Al Teatro India e in collaborazione con Teatro di Roma, nove coreografi di DNA, il focus sulla giovane danza ideato e curato da Anna Lea Antolini e il debutto al Festival del gruppo teatrale Carrozzeria Orfeo con Animali da bar. Anche per Ascanio Celestini debutto al Festival con la nuova produzione Laika al Teatro Vascello, che ospita inoltre il collettivo danese Hotel Pro Forma in Laughter in the Dark, adattamento del romanzo di Nabokov tra teatro, installazione, arti visive e coreografia.

Sullo stesso palcoscenico la danza prende i colori del flamenco con la coreografia di Aurélien Bory per Stéphanie Fuster, accenti digitali con il nuovo lavoro per gli acrobati di Adrien M e Claire B, si fonde alle arti acrobatiche anche in Nos limites di Radhouane El Meddeb.
E arte circense, teatro e danza sono anche gli ingredienti di Cuisine et confessions, spettacolo culinario e surreale con cui arrivano per la prima volta al Teatro Brancaccio per il Festival i nove straordinari performer della compagnia del Québec Les sept doigts de la main.

Musica e performing art anche al MAXXI con Alessandro Sciarroni e i danzatori del Balletto di Roma impegnati in Turning. Symphony of sorrowful song, un progetto site-specific per il museo delle arti contemporanee che ospiterà nei suoi spazi anche Musica da cucina di People from the mountains, musicista estroso fin dal nome d’arte, in programma anche al MACRO Testaccio-La pelanda con un secondo lavoro, Matita. Un fiume di musica esonda tra la Pelanda, il Vascello, l’Auditorium, unendosi al teatro, la performance e l’arte contemporanea: le avanguardie del Novecento sono rappresentate da Stimmung di Karheinz Stockhausen, Acustica di Mauricio Kagel nella versione di Tempo Reale Electroacustic ensemble, fino all’Hyperion di Bruno Maderna secondo Muta Imago, e ai Sonatas and interludes per pianoforte preparato di John Cage nell’interpretazione di Fabrizio Ottaviucci.
Sotto il segno del rock ci sarà l’incontro di Gianni Maroccolo, Alessandra Celletti e Beppe Brotto con gli artisti Masbedo.

L’arte contemporanea incrocia la musica nel geniale concerto-performance per luce sinfonica The Enlightenment del collettivo Quiet Ensemble, e in Across the line di Rhò, Daniele Spanò e Luca Brinchi.
I nuovi linguaggi del rinascimento africano vivono nei live di Pat Thomas & Kwashibu Area Band, Petit Noir, BLK JKS per la rassegna Afropolitan, in collaborazione con Afrodisia, mentre alla cultura elettronica sono dedicati gli appuntamenti del prestigioso festival Club to club con The Italian New Wave.

La pelanda ospiterà anche quest’anno la mostra Digital Life, alla sua sesta edizione con il titolo Luminaria, 12 installazioni affiancate da un programma di performance.
Nell’aula bunker del Foro italico un altro artista visivo Arcangelo Sassolino, propone Time Tomb, una installazione che sfida il tempo e la storia.

13 i percorsi di INformazione rivolti ai più diversi pubblici con laboratori, talks e incontri con gli artisti (Iridico Danza, Racconti di Scena, L’altra Danza, Dna Pictures, Dna Visioni, Dna movie, Dna words, mòsso, InAct, Artist Today, Warming Up!, Dna europe meets Aerowaves, Let’s dance) in una rete di collaborazioni con la Facoltà di Lettere de La Sapienza, Università di Roma, la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, il Balletto di Roma, la European Dance Alliance Valentina Marini Management, Officine Fotografiche, Dynamis Teatro, l’accademia Teatro Azione, il network europeo Aerowaves e scuole di danza di Roma.

Romaeuropa Festival 2015 è prodotto dalla Fondazione Romaeuropa, ed è reso possibile da una preziosa rete di sostenitori pubblico/privata, italiana ed europea. Ne fanno parte il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Roma Capitale, la Regione Lazio, la Provincia -oggi Città Metropolitana di Roma Capitale-, la Camera di Commercio, la Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, l’Unione Europea, il Gioco del Lotto e la RAI; istituzioni come il Teatro di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI, il MACRO e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma; le reti internazionali Theatron, Aerowaves, Réseau Varèse; gli spazi privati dell’Auditorium Conciliazione e dei Teatri Brancaccio, Vascello e Vittoria; le Ambasciate di Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Irlanda, Olanda, Ungheria, Spagna, Danimarca e Svizzera; istituti di cultura quali l’Institut Français, la Délégation du Québec, il Goethe-Institut, il British Council; la Fondazione Nuovi Mecenati e Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains; i media partner Rai Radio 2, Rai 5, Rai Radio 3, la casa editrice minimum fax, Deezer.

Informazioni e biglietti: www.romaeuropa.net oppure telefonando al numero +39 06 45553050/51



Romaeuropa Festival festeggia 30 anni

romaeuropa_630Teatro, danza, circo contemporaneo, arte e tecnologia, e soprattutto la musica attraverseranno i 50 appuntamenti del Romaeuropa Festival n. 30, RiCreazione, che festeggia i 30 anni con un programma sempre più ricco di incontri dal 23 settembre all’8 dicembre in 14 diversi spazi di Roma.

Una ricorrenza importante per un festival che negli anni ha raccontato le trasformazioni del mondo contemporaneo con una programmazione che ha privilegiato l’innovazione e il cambiamento, la capacità di leggere la tradizione in modo creativo, senza mai rinunciare al dialogo, alla curiosità, alla ricerca divenendo una vetrina d’eccellenza sulla scena internazionale.

Tra i moltissimi appuntamenti di questa edizione spiccano 20 creazioni in prima italiana con artisti provenienti da 21 paesi.

Robert Lepage aprirà Romaeuropa 2015 al Teatro Argentina con 887 , una potente macchina teatrale che vedrà in scena lo stesso regista; seguiranno altri protagonisti che hanno segnato tappe importanti nella storia del Festival come la coreografa franco-spagnola Maguy Marin, ospite del primo Romaeuropa nel 1986 e oggi in scena con May-B; Jan Fabre e 27 performer di Troubleyn nella loro sfida più temeraria -24 ore- al tempo e al teatro stesso (Mount Olympus. To glorify the cult of tragedy); Anne Teresa De Keersmaeker, la coreografa canadese Marie Chouinard, il belga Fabrizio Cassol con undici musicisti da Egitto, Siria, Turchia, Francia, Belgio, Stati Uniti (AlefBA) e il debutto del coreografo britannico Russell Maliphant.

Non potevano mancare altri grandi amici del Festival come Akram Khan (Kaash, con musica di Nitin Sawhney e scene di Anish Kapoor), all’Auditorium Conciliazione, Emma Dante, al Teatro Vittoria nell’intervista impossibile Io, nessuno e Polifemo e con Operetta burlesca; Romeo Castellucci, con i frammenti dal Giulio Cesare riallestiti per le Terme di Diocleziano, e insieme a Valérie Dréville in Schwanengesang da Schubert, al Teatro India.
Al Teatro India e in collaborazione con Teatro di Roma, nove coreografi di DNA, il focus sulla giovane danza ideato e curato da Anna Lea Antolini e il debutto al Festival del gruppo teatrale Carrozzeria Orfeo con Animali da bar. Anche per Ascanio Celestini debutto al Festival con la nuova produzione Laika al Teatro Vascello, che ospita inoltre il collettivo danese Hotel Pro Forma in Laughter in the Dark, adattamento del romanzo di Nabokov tra teatro, installazione, arti visive e coreografia.

Sullo stesso palcoscenico la danza prende i colori del flamenco con la coreografia di Aurélien Bory per Stéphanie Fuster, accenti digitali con il nuovo lavoro per gli acrobati di Adrien M e Claire B, si fonde alle arti acrobatiche anche in Nos limites di Radhouane El Meddeb.
E arte circense, teatro e danza sono anche gli ingredienti di Cuisine et confessions, spettacolo culinario e surreale con cui arrivano per la prima volta al Teatro Brancaccio per il Festival i nove straordinari performer della compagnia del Québec Les sept doigts de la main.

Musica e performing art anche al MAXXI con Alessandro Sciarroni e i danzatori del Balletto di Roma impegnati in Turning. Symphony of sorrowful song, un progetto site-specific per il museo delle arti contemporanee che ospiterà nei suoi spazi anche Musica da cucina di People from the mountains, musicista estroso fin dal nome d’arte, in programma anche al MACRO Testaccio-La pelanda con un secondo lavoro, Matita. Un fiume di musica esonda tra la Pelanda, il Vascello, l’Auditorium, unendosi al teatro, la performance e l’arte contemporanea: le avanguardie del Novecento sono rappresentate da Stimmung di Karheinz Stockhausen, Acustica di Mauricio Kagel nella versione di Tempo Reale Electroacustic ensemble, fino all’Hyperion di Bruno Maderna secondo Muta Imago, e ai Sonatas and interludes per pianoforte preparato di John Cage nell’interpretazione di Fabrizio Ottaviucci.
Sotto il segno del rock ci sarà l’incontro di Gianni Maroccolo, Alessandra Celletti e Beppe Brotto con gli artisti Masbedo.

L’arte contemporanea incrocia la musica nel geniale concerto-performance per luce sinfonica The Enlightenment del collettivo Quiet Ensemble, e in Across the line di Rhò, Daniele Spanò e Luca Brinchi.
I nuovi linguaggi del rinascimento africano vivono nei live di Pat Thomas & Kwashibu Area Band, Petit Noir, BLK JKS per la rassegna Afropolitan, in collaborazione con Afrodisia, mentre alla cultura elettronica sono dedicati gli appuntamenti del prestigioso festival Club to club con The Italian New Wave.

La pelanda ospiterà anche quest’anno la mostra Digital Life, alla sua sesta edizione con il titolo Luminaria, 12 installazioni affiancate da un programma di performance.
Nell’aula bunker del Foro italico un altro artista visivo Arcangelo Sassolino, propone Time Tomb, una installazione che sfida il tempo e la storia.

13 i percorsi di INformazione rivolti ai più diversi pubblici con laboratori, talks e incontri con gli artisti (Iridico Danza, Racconti di Scena, L’altra Danza, Dna Pictures, Dna Visioni, Dna movie, Dna words, mòsso, InAct, Artist Today, Warming Up!, Dna europe meets Aerowaves, Let’s dance) in una rete di collaborazioni con la Facoltà di Lettere de La Sapienza, Università di Roma, la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, il Balletto di Roma, la European Dance Alliance Valentina Marini Management, Officine Fotografiche, Dynamis Teatro, l’accademia Teatro Azione, il network europeo Aerowaves e scuole di danza di Roma.

Romaeuropa Festival 2015 è prodotto dalla Fondazione Romaeuropa, ed è reso possibile da una preziosa rete di sostenitori pubblico/privata, italiana ed europea. Ne fanno parte il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Roma Capitale, la Regione Lazio, la Provincia -oggi Città Metropolitana di Roma Capitale-, la Camera di Commercio, la Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, l’Unione Europea, il Gioco del Lotto e la RAI; istituzioni come il Teatro di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI, il MACRO e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma; le reti internazionali Theatron, Aerowaves, Réseau Varèse; gli spazi privati dell’Auditorium Conciliazione e dei Teatri Brancaccio, Vascello e Vittoria; le Ambasciate di Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Irlanda, Olanda, Ungheria, Spagna, Danimarca e Svizzera; istituti di cultura quali l’Institut Français, la Délégation du Québec, il Goethe-Institut, il British Council; la Fondazione Nuovi Mecenati e Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains; i media partner Rai Radio 2, Rai 5, Rai Radio 3, la casa editrice minimum fax, Deezer.

Informazioni e biglietti: www.romaeuropa.net oppure telefonando al numero +39 06 45553050/51



Romaeuropa Festival festeggia 30 anni

romaeuropaTeatro, danza, circo contemporaneo, arte e tecnologia, e soprattutto la musica attraverseranno i 50 appuntamenti del Romaeuropa Festival n. 30, RiCreazione, che festeggia i 30 anni con un programma sempre più ricco di incontri dal 23 settembre all’8 dicembre in 14 diversi spazi di Roma.

Una ricorrenza importante per un festival che negli anni ha raccontato le trasformazioni del mondo contemporaneo con una programmazione che ha privilegiato l’innovazione e il cambiamento, la capacità di leggere la tradizione in modo creativo, senza mai rinunciare al dialogo, alla curiosità, alla ricerca divenendo una vetrina d’eccellenza sulla scena internazionale.

Tra i moltissimi appuntamenti di questa edizione spiccano 20 creazioni in prima italiana con artisti provenienti da 21 paesi.

Robert Lepage aprirà Romaeuropa 2015 al Teatro Argentina con 887 , una potente macchina teatrale che vedrà in scena lo stesso regista; seguiranno altri protagonisti che hanno segnato tappe importanti nella storia del Festival come la coreografa franco-spagnola Maguy Marin, ospite del primo Romaeuropa nel 1986 e oggi in scena con May-B; Jan Fabre e 27 performer di Troubleyn nella loro sfida più temeraria -24 ore- al tempo e al teatro stesso (Mount Olympus. To glorify the cult of tragedy); Anne Teresa De Keersmaeker, la coreografa canadese Marie Chouinard, il belga Fabrizio Cassol con undici musicisti da Egitto, Siria, Turchia, Francia, Belgio, Stati Uniti (AlefBA) e il debutto del coreografo britannico Russell Maliphant.

Non potevano mancare altri grandi amici del Festival come Akram Khan (Kaash, con musica di Nitin Sawhney e scene di Anish Kapoor), all’Auditorium Conciliazione, Emma Dante, al Teatro Vittoria nell’intervista impossibile Io, nessuno e Polifemo e con Operetta burlesca; Romeo Castellucci, con i frammenti dal Giulio Cesare riallestiti per le Terme di Diocleziano, e insieme a Valérie Dréville in Schwanengesang da Schubert, al Teatro India.
Al Teatro India e in collaborazione con Teatro di Roma, nove coreografi di DNA, il focus sulla giovane danza ideato e curato da Anna Lea Antolini e il debutto al Festival del gruppo teatrale Carrozzeria Orfeo con Animali da bar. Anche per Ascanio Celestini debutto al Festival con la nuova produzione Laika al Teatro Vascello, che ospita inoltre il collettivo danese Hotel Pro Forma in Laughter in the Dark, adattamento del romanzo di Nabokov tra teatro, installazione, arti visive e coreografia.

Sullo stesso palcoscenico la danza prende i colori del flamenco con la coreografia di Aurélien Bory per Stéphanie Fuster, accenti digitali con il nuovo lavoro per gli acrobati di Adrien M e Claire B, si fonde alle arti acrobatiche anche in Nos limites di Radhouane El Meddeb.
E arte circense, teatro e danza sono anche gli ingredienti di Cuisine et confessions, spettacolo culinario e surreale con cui arrivano per la prima volta al Teatro Brancaccio per il Festival i nove straordinari performer della compagnia del Québec Les sept doigts de la main.

Musica e performing art anche al MAXXI con Alessandro Sciarroni e i danzatori del Balletto di Roma impegnati in Turning. Symphony of sorrowful song, un progetto site-specific per il museo delle arti contemporanee che ospiterà nei suoi spazi anche Musica da cucina di People from the mountains, musicista estroso fin dal nome d’arte, in programma anche al MACRO Testaccio-La pelanda con un secondo lavoro, Matita. Un fiume di musica esonda tra la Pelanda, il Vascello, l’Auditorium, unendosi al teatro, la performance e l’arte contemporanea: le avanguardie del Novecento sono rappresentate da Stimmung di Karheinz Stockhausen, Acustica di Mauricio Kagel nella versione di Tempo Reale Electroacustic ensemble, fino all’Hyperion di Bruno Maderna secondo Muta Imago, e ai Sonatas and interludes per pianoforte preparato di John Cage nell’interpretazione di Fabrizio Ottaviucci.
Sotto il segno del rock ci sarà l’incontro di Gianni Maroccolo, Alessandra Celletti e Beppe Brotto con gli artisti Masbedo.

L’arte contemporanea incrocia la musica nel geniale concerto-performance per luce sinfonica The Enlightenment del collettivo Quiet Ensemble, e in Across the line di Rhò, Daniele Spanò e Luca Brinchi.
I nuovi linguaggi del rinascimento africano vivono nei live di Pat Thomas & Kwashibu Area Band, Petit Noir, BLK JKS per la rassegna Afropolitan, in collaborazione con Afrodisia, mentre alla cultura elettronica sono dedicati gli appuntamenti del prestigioso festival Club to club con The Italian New Wave.

La pelanda ospiterà anche quest’anno la mostra Digital Life, alla sua sesta edizione con il titolo Luminaria, 12 installazioni affiancate da un programma di performance.
Nell’aula bunker del Foro italico un altro artista visivo Arcangelo Sassolino, propone Time Tomb, una installazione che sfida il tempo e la storia.

13 i percorsi di INformazione rivolti ai più diversi pubblici con laboratori, talks e incontri con gli artisti (Iridico Danza, Racconti di Scena, L’altra Danza, Dna Pictures, Dna Visioni, Dna movie, Dna words, mòsso, InAct, Artist Today, Warming Up!, Dna europe meets Aerowaves, Let’s dance) in una rete di collaborazioni con la Facoltà di Lettere de La Sapienza, Università di Roma, la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, il Balletto di Roma, la European Dance Alliance Valentina Marini Management, Officine Fotografiche, Dynamis Teatro, l’accademia Teatro Azione, il network europeo Aerowaves e scuole di danza di Roma.

Romaeuropa Festival 2015 è prodotto dalla Fondazione Romaeuropa, ed è reso possibile da una preziosa rete di sostenitori pubblico/privata, italiana ed europea. Ne fanno parte il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Roma Capitale, la Regione Lazio, la Provincia -oggi Città Metropolitana di Roma Capitale-, la Camera di Commercio, la Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, l’Unione Europea, il Gioco del Lotto e la RAI; istituzioni come il Teatro di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI, il MACRO e la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma; le reti internazionali Theatron, Aerowaves, Réseau Varèse; gli spazi privati dell’Auditorium Conciliazione e dei Teatri Brancaccio, Vascello e Vittoria; le Ambasciate di Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Irlanda, Olanda, Ungheria, Spagna, Danimarca e Svizzera; istituti di cultura quali l’Institut Français, la Délégation du Québec, il Goethe-Institut, il British Council; la Fondazione Nuovi Mecenati e Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains; i media partner Rai Radio 2, Rai 5, Rai Radio 3, la casa editrice minimum fax, Deezer.

Informazioni e biglietti: www.romaeuropa.net oppure telefonando al numero +39 06 45553050/51



Mobilità a Roma: il rapporto Censis boccia traffico e trasporti pubblici

Traffico GRA Roma incidente mortale 8 dicembre 2014

È impietosa l’analisi del Censis sullo stato della Mobilità a Roma, e il quadro che ne esce fuori è quello di una città che non riesce neanche lontanamente a stare al pari delle altre capitali europee. Per certi versi, quasi una città da terzo mondo, come si affrettano a definirla i critici dell’attuale amministrazione comunale (ma anche quelli delle precedenti, visto che nessuno è innocente).

Qualche dato: all’interno dell’anello ferroviario, la velocità media è di 12-15 km all’ora nelle ore più infuocate. Ne consegue che i pendolari ogni mattina passino una media di 45 minuti per spostarsi. Nell’ora di punta il tempo medio di viaggio per chi usa l’autobus si attesta sui 50 minuti per spostamenti che in media sono di poco superiori a 10 km. Il vero tallone d’achille segnalato dal rapporto Censis riguarda il trasporto pubblico: la rete metropolitana di Roma copre appena 53 km, un’estensione pari a un quarto della metropolitana parigina e al 13% di quella di Londra, ma che è inferiore, per restare in Italia, anche alla metro di Milano.

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Mobilità a Roma: il rapporto Censis boccia traffico e trasporti pubblici pubblicato su 06blog.it 27 maggio 2015 11:13.



L’ex Prefetto Serra dopo il derby di Roma: “Gli eventi possono essere gestiti meglio”

Achille Serra

Il derby di Roma continua a far discutere e non solo per quanto successo sul prato dell’Olimpico. Anche ieri purtroppo si sono registrati incidenti prima e dopo la partita, un fenomeno che purtroppo non si riesce ad arginare. Sull’argomento è tornato oggi Achille Serra, l’ex prefetto della Capitale, che è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Capitale nella trasmissione condotta da Paolo Cento. Serra critica in particolar modo la gestione dell’ordine pubblico in situazione come quella di ieri ma anche più in generale quando in città vengono organizzati eventi importanti. Di sicuro si può fare di meglio, anzi di deve fare di meglio.

A sostegno della sua tesi porta due esempi su tutti, le tensioni che puntualmente si verificano nella zona di Ponte Milvio e la gestione del traffico e della mobilita:

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L’ex Prefetto Serra dopo il derby di Roma: “Gli eventi possono essere gestiti meglio” pubblicato su 06blog.it 26 maggio 2015 12:01.



Quirinale aperto tutti i giorni: il 2 giugno l’annuncio?

blogo_Quirinale_fronte

Potrebbe essere il 2 giugno, Festa della Repubblica, l’occasione buona per l’annuncio dell’apertura quotidiana del Palazzo del Quirinale, secondo i desideri del presidente Sergio Mattarella. Era febbraio quando il neo eletto Capo dello Stato annunciò di voler aprire tutti i giorni il Quirinale, trasformandolo in un museo a tutti gli effetti. Da allora si è insediata un gruppo di studio composto da diversi esperti di arte e di conservazione del patrimonio culturale, con l’obiettivo di trovare le modalità migliori per rendere possibile questa apertura, coordinandola con le altre esigenze.

Il Quirinale resterà infatti, ovviamente, la sede della presidenza della Repubblica con quel che ne consegue sia in termini di rappresentanza, sia di attività lavorative (nel Quirinale sono presenti diversi uffici). Tutto questo lo rende diverso da qualsiasi altro museo, e perciò non è facile conciliare tutte le diverse esigenze, compresa quella della sicurezza. La particolare conformazione del Palazzo fa sì che per accedere alle sale principali bisogna per forza passare dal cortile interno, che è quello in cui vengono ricevuti gli ospiti d’onore (capi di stato stranieri, ecc.), ed è quindi impossibile far coesistere le due cose.

La soluzione, che forse verrà annunciata già la prossima settimana, è quella delle visite su prenotazione. Il Palazzo sarà aperto tutti i giorni sì, ma a orari che cambieranno a seconda degli impegni istituzionali, in modo da evitare sovrapposizioni che potrebbero comportare problemi di sicurezza o inconvenienti. È probabile quindi che dal sito ci si possa prenotare per un giorno specifico, e il sistema formerà dei gruppi di visitatori posizionandoli negli orari stabiliti, fissando un tetto massimo giornaliero e assegnando a ciascun gruppo una guida. È infatti impossibile che i visitatori vengano lasciati liberi di circolare nel Palazzo, anche seguendo percorsi museali prestabiliti.

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Quirinale aperto tutti i giorni: il 2 giugno l’annuncio? pubblicato su 06blog.it 26 maggio 2015 11:39.



Social Media Week Roma 2015: dall’8 al 12 giugno alla Casa del Cinema

Social Media Week Roma 2015 alla Casa del Cinema di Villa Borghese

In contemporanea con Los Angeles e Città del Messico, dall’8 al 12 giugno Roma ospita la Social Media Week 2015 che quest’anno è incentrata sul tema “Upwardly Mobile: the rise of the connected class”.

Ogni anno durante la Social Media Week si svolgono 2.500 eventi che attraggono 100mila partecipanti e un milione di followers interessati alle nuove possibilità offerte dalla Rete e dai social media.

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Social Media Week Roma 2015: dall’8 al 12 giugno alla Casa del Cinema pubblicato su 06blog.it 25 maggio 2015 16:41.